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Blog

9/12/2007

Siccome mi sto trasferendo...

dicevo... siccome mi sto trasferendo (fisicamente, sto traslocando) ho deciso di traslocare anche il blog...
Questo rimarrà attivo a memoria (a monito) ma da oggi potrete leggermi qui


8/14/2007

How to have a nice pair of Fashion Shoes in 5 easy steps!

Step uan: prendere un paio di puma mostro, bianche, con le bordature in oro e le fascie bianche (insomma, solo bianche e oro)
step tcu: prendere un paio di boxer al negozio dei cinesi, all'angolo, rossi
step tcri: accingersi a fare la lavatrice dei colorati, avendo cura di mettere le mutande e le scarpe (bianche) nella stesso ciclo di lavaggio
step for: fare un secondo ciclo, perchè vi siete dimenticati per un paio di giorni che c'erano cose nella lavatrice (e ve ne siete resi conto perchè cominciavano a muoversi da sole)
step faiv: stendere il bucato e ammirare la colorazione (apparsa solo sulle strisce laterali) che renderà le vostre puma mostro, uniche, esclusive e fashionissime




ma... comè che WL non ha ancora cancellato sto blog O.o???

Vi assicuro che ero convinto che ormai i miei pensieri, le mie baggianate ed i miei deliri mentali fossero stati cancellati per il "non uso"...
Noto con piacere che c'è ancora tutto, o quasi... CAZZO LE IMMAGINI!!!!!! ora dove le ribecco quelle fantastiche immagini??? Spero di avere ancora qualcosa di salvato -.- anche perchè senza le immagini molto di quello che ho scritto non ha senso -.-

Vabhe... ad ogni modo questo blog ha bisogno di finestre aperte, aria nuova, nuove parole (ammesso di trovarne il tempo :P)

p.s.: grazie a quelli che ogni tanto passano di quà ;)

1/26/2007

Ritornerò (zumzum) in ginocchio da voi...

Sono ancora vivo
Anche se qualcuno potrebbe (a ragione) pensare il contrario.
Il periodo è decisamente intenso e a parte il lavoro dedico il poco tempo libero che ho (pochissimo) a cose e persone importanti.
Tornerò comunque "attivo" a breve. Vi ringrazio per l'affetto e appena torno leggero tutti i vostri blog e i millemila post che mi sto perdendo.
I vostri commenti li leggo sempre. Un abbraccio a tutti, a presto, spero prestissimo.
Vostro, Lucio.
1/12/2007

Cimiteri e dintorni...

Mentre la mia vita fluisce in una miriade di micro impegni che mi tengono lontano anche dai blog (e per rispondere a chi me lo ha chiesto: no, non sono peggio del Presidente della Repubblica, lui ha chi fa le cose al posto suo XD) e mentre il lavoro in ufficio si fa intenso (si, esatto, lavoro in ufficio, so che è difficile ma se vi impegnate potrete anche voi associare al concetto "lavoro" la parola "lucio") settimana scorsa sono passato dal medico per una ricetta.
Sfortunatamente ho mancato i 15 minuti accademici in cui fanno solo ricette e quindi mi sono ritrovato in sala d'aspetto ad ascoltare le classiche inutili e tediose chiacchiere degli astanti (astanti potrebbe avere significati a me sconosciuti o potrebbe essere utilizzata erroneamente. N.d.L.).
Sono però particolarmente ansioso di rendervi partecipi del discorso udito, poichè non capita tutti i giorni di avere in sala d'aspetto niente poco di meno che (<-- si scrive così?) il nuovo becchino del paese.
Ascoltandolo mentre parlava con un amico e riflettendo sulla provenienza di quella vaga puzza di morto che sentivo, ho scoperto che:
- il cimitero del mio paese esiste dal 1860
- da allora sono "entrate" 30.000 persone, coi piedi in avanti si intende, il che fa una media spaventosa
- lo socrso anno è andata bene, solo 90
- esistono cose che noi comuni cittadini ignoriamo sulle meccaniche di gestione dei cadaveri
- è bene che si continui ad ignorarle
 
Però non pago di aver condiviso con voi queste scoperte condividerò con voi anche alcune riflessioni:
- le tombe costano quasi come l'affitto di un box, a Milano, in centro.
- la prossima volta che passo davanti al cimitero e lo trovo chiuso, saprò cosa stanno combinando
- era meglio se non lo sapevo
- fanculo alla tomba, voglio essere cremato.
 
Di questa ultima riflessione ho messo al corrente anche mio padre l'altra sera, mentre discutevamo di appartementi con il camino (si, l'associazione è da malato mentale, lo so, ma non posso farci nulla):
Lucio: Papà, se muoio *cerca qualcosa profondamente nelle tasche* fai un bel falò che non voglio ne bara ne tomba
Papà: *cercando qualcosa anche lui* Si sono d'accordo con te, se mi capita idem
Lucio: Poi la cenere la butti a mare la prima volta che vai a fare un'immersione
Papà: A me basta un fosso
Lucio: Certo, con tutto il rispetto, spero di sopravviverti. Tu sei assicurato *,..,*
Papà: -.-''
1/5/2007

uno... due... tre... MILA!

Tremila visite nei primi tre mesi...
Potrei dire che di solito non mi piace celebrare ste cose, ma mentirei XD.
Quindi grazie di cuore a tutti voi. Davvero.
 
(domani vado in montagna e torno lunedì. See you)
1/2/2007

Finalmente...

Finalmente il duemilasei se n'è andato affanculo lontano da qui.
Benvenuto duemilasette. Solo io, Dio, e un paio di persone sappiamo quanto t'ho aspettato.
 
E per la serie leggiamo gli oroscopi anche se non ci crediamo:
AcquarioLe nebbie si diradano e il Sole torna ad illuminare il vostro cammino. Finalmente con il 2007 si ritorna a sorridere ! L'anno inizia sotto ottimi auspici. A gennaio, Marte e Giove (fino alla fine dell'anno) si troveranno nel Sagittario e saranno confortati da una calda Venere in Acquario. Con questi importanti transiti si preannunzia un periodo estremamente positivo. Potrete finalmente ricominciare a caricare le vostre energie ormai logore e così ritornare al vostro modo naturale di essere: "quello di superarvi sempre" e di rapportarvi all'impossibile al solo scopo di renderlo possibile. Grazie al passaggio di Giove l'anno sarà caratterizzato dalla realizzazione di importanti progetti, probabilmente collegati con l'estero. Grazie a questo transito ritroverete la gioia di vivere e poterete far conto sul ritrovato aiuto di importanti amici, vecchi e nuovi. Viaggi di piacere, incontri fortuiti e una ritrovata forma psicofisica caratterizzeranno questo 2007 (sotto alcuni aspetti il 2007 ricorderà il 1983 e così anche il 1995 - cercate di ricordarvi che cosa vi è successo in quegli anni e fatene tesoro). A Settembre (2.9.2007) finalmente Saturno toglierà il disturbo anche ai nati della terza decade, che se saranno stati bravi, saranno ormai riusciti a liberarsi di tutto quello che ormai non gli apparteneva più. Per la vita amorosa significativi i mesi di Marzo e Maggio. Durante il periodo estivo sarete sollecitati da una fortissima Venere in Leone: cercate di divertitivi, ma provate a non combinare troppi guai. Possibili colpi di testa per gli accoppiati. Correte il rischio di essere troppo sollecitati. Quindi vedete di curare anche l'alimentazione! Durante tutto l'anno i nati della seconda decade saranno sotto l'influsso di Nettuno. Grazie a questo transito le anime più evolute potranno affrontare importanti svolte in campo spirituale. Mentre i nati della terza decade, anche se ancor soggetti all'influsso di Saturno, potranno contare oltre che sull'aiuto di Giove, anche sulla lenta ma efficace azione di Plutone: risorse nascoste, possibili guadagni inaspettati, soprattutto in dicembre, verso la fine dell'anno.
 
Ora vado a cercare di ricordare il 1995 (per l'83 non ho speranze XD)
12/28/2006

destini di seta... un sogno.

L: Sai Alessandra, si dice che molto tempo fa, in Giappone, vi fu una sfida nell'antica città di Edo tra tutti i costruttori di spade.
L'imperatore voleva una spada per celebrare le nozze della figlia, e voleva fosse la migliore e la più affilata di tutto il regno.
Gli artigiani lavorarono giorno e notte per quella spada, si lavorò per settimane intere.
Molte furono le prove che le spade dovettero superare e fra queste l'ultima, e la più suggestiva, fu quella del velo di seta.
Per provare quanto fosse affilata la spada veniva tenuta tesa in avanti, immobile, con la lama verso l'alto e la stessa figlia dell'imperatore lasciava cadere sulla spada un velo di seta, leggerissimo. Se la lama era davvero affilata sarebbe bastato il peso del velo a far si che si tagliasse. Si narra che in quell'occasione, un artigiano venuto da molto lontano costruì una spada che non solo fu in grado di tagliare il velo, ma il velo nemmeno sembrò posarsi sulla spada, semplicemente cadendo nella sua danza aerea si divise in due come se mai fosse stato unito, come se mai la spada lo avesse sfiorato. Il velo di seta era color dell'oro.
A: Forse io e te siamo solo destini di seta, separati dalla lama tagliente del destino. Una danza uniti scivolando sul filo di lama di una Katana tesa impugnata da un samurai misterioso, e scivolando ci separiamo...
L: ...e a terra ci appoggiamo, scivolando leggeri nell'aria sperando che nessuna folata ci porti lontano l'uno dall'altra, sperando che la fisica dell'aerodinamica ci riporti di nuovo congiunti quando stanchi a terra giaceremo.
A: Lucio, lo sai che non è umanamente possibile che io e te ci si possa ritrovare in vita, vero?
L: Si, lo so. Ma ora sei qui, e ci sono anche io.
A: ...
L: Balliamo?
A: Si.


Per scrivere d'amore non serve essere innamorati. Basta un sogno, e un ricordo vecchio 11 anni.

12/26/2006

Gracias a la vida...

Natale è andato. Si cambia musica.
Un piccolo e semplicissimo ringraziamento alle cose semplici.
C'è sempre qualcuno che sa come insegnarcelo ma come al solito non sempre noi siamo pronti ad ascoltare.
Ieri sera ne parlavo con una persona, due canzoni sono emerse che raccontassero di questa cosa, da due film diversi: "Gracias a la vida" da "Le fate ignoranti" e "I've seen it all" da "Dancer in the dark".
Ho scelto il primo, la prima canzone.
Perchè mi rappresenta un po' di più in questo periodo della mia vita.
Perchè se mettevo Bjork mi mettevo a piangere come ogni volta che la sento e penso al film.
Quella di Bjork è nettamente più triste.

L'interpretazione è di Chonchi Heredia.
Buone cose. Luciop.s.: io tornerò un blogghettaro attivo e "rispondente" da domani, sempre se sopravvivo al terzo giorno di pranzo-cena di natale...

Gracias a la Vida que me ha dado tanto
me dio dos luceros que cuando los abro
perfecto distingo lo negro del blanco
y en el alto cielo su fondo estrellado
y en las multitudes el hombre que yo amo.

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
me ha dado el oido que en todo su ancho
graba noche y dia grillos y canarios
martillos, turbinas, ladridos, chubascos
y la voz tan tierna de mi bien amado.

Gracias a la Vida que me ha dado tanto
me ha dado el sonido y el abedecedario
con él las palabras que pienso y declaro
madre amigo hermano y luz alumbrando,
la ruta del alma del que estoy amando.

Gracias a la Vida que me ha dado tanto
me ha dado la marcha de mis pies cansados
con ellos anduve ciudades y charcos,
playas y desiertos montañas y llanos
y la casa tuya, tu calle y tu patio.

Gracias a la Vida que me ha dado tanto
me dio el corazón que agita su marco
cuando miro el fruto del cerebro humano,
cuando miro el bueno tan lejos del malo,
cuando miro el fondo de tus ojos claros.

Gracias a la Vida que me ha dado tanto
me ha dado la risa y me ha dado el llanto,
asi yo distingo dicha de quebranto
los dos materiales que forman mi canto
y el canto de ustedes que es el mismo canto
y el canto de todos que es mi propio canto.

12/20/2006

xmas

"Non bisogna preoccuparsi della dimensione
dell'albero di natale.
Agli occhi di un bambino sono tutti alti dieci metri."
Larry Wilde

Aspettavo il panino, sfogliavo una rivista e ho trovato questa frase.
M'è parsa bellissima.

Questa è l'unica concessione che faccio al natale di quest'anno.
Questa e la canzone, che però è più una concessione a me
e alla mia passione per Elisa.
Non disperate, la cambierò presto.

12/16/2006

perché azzurro è il colore delle parole

 
 
La luna, tonda e color porpora, si levava rasoterra dal fondo dei prati. Ascendeva rapidamente tra i rami dei pioppi che ora la nascondevano ora la rivelavano come un sipario nero bucato. Alla fine apparve in tutta l'esplosione della sua bianchezza nel cielo vuoto e lo riempì di luce.
 
Sono bellissime parole Principe, ma nascondono un velo di malinconia.
Forse sono quei rami laggiù che stavate fissando ad intristirvi?
 
Non sono parole mie cara volpe, sono di un francese, un certo Flaubert.
No no non sono i rami, non so bene cosa sia. Però ora guardala, lassù, bianca e bella come una sposa, grande stasera per chissà quale ragione appare così grande. Non la trovi bellissima?
 
Si Principe avete ragione. In notti come queste noi volpi andiamo a caccia e il bosco pare immerso in una giornata d'argento. I più fortunati possono vedere gli unicorni danzare in notti come queste.
 
Gli unicorni danzare?
 
Si Principe. Si narra che nelle notti di luna piena, quando la bianca sposa sembra essere più vicina alle creature del mondo, gli unicorni e le fate si uniscano per danzare al chiaro di luna.
Danzano sopra ad un lago ghiacciato con una eleganza e una sicurezza che il ghiaccio sembra conceder loro in una clemenza di riflesso e di luce.
 
Tu li hai mai visti, volpe?
 
No, io no, ma mia madre li vide da piccola.
Me lo raccontava quando ero solo un cucciolo.
 
Chissà dove vanno fate e unicorni durante il giorno...
 
Gli unicorni fanno una vita normale, solo che si nascondono per ovvie ragioni dagli occhi degli uomini.
Le fate invece dormono, nascoste all'ombra di grandi alberi o nelle caverne.
Di giorno il cielo fa troppo rumore per i loro cuori.
 
Il cielo fa troppo rumore?
 
Si, non mi dica che non lo sapeva Principe.
Lei vola lassù ogni giorno e si diverte a compiere incredibili evoluzioni.
 
Sapere cosa volpe?
 
Si è mai chiesto perché il cielo è azzurro Principe? O perché il vento, quando è lassù, sembra che stia parlando?
Il cielo è fatto di parole. Di tutte le parole non dette, quelle che ancora devono partire e arrivare a destinazione.
Lassù ci sono infinite frasi, concetti, pensieri.
Ogni volta che un umano sta per dire qualcosa e poi non la dice perché non fa in tempo, o perché non ha coraggio, o perché non è il momento opportuno, una qualunque ragione, quelle parole vanno in cielo, e si fermano li ad aspettare.
 
Ad aspettare? Cosa?
 
Aspettano il tempo e i cuori.
Aspettano il tempo, che sia il momento giusto, aspettano che tutto quello che non era stato detto sia pronto per essere detto.
E aspettano i cuori, aspettano che i cuori delle persone siano pronte a dirle, e pronte ad ascoltarle.
Fino ad allora stanno la, in cielo, e lo colorano d'azzurro, perché azzurro è il colore delle parole.
 
E il vento?
 
Il vento trasporta le parole sospese Principe.
Quelle che sono state dette, ma che non sono mai giunte a destinazione.
É una brutta faccenda quella. Non sempre le orecchie o i cuori degli uomini sono pronti, o capaci, o aperti abbastanza per ascoltare. Allora il vento le prende, e le porta in giro. Quando soffia forte e sembra parlare, è perchè il nostro cuore sta sentendo parole che è pronto a recepire, anche se non erano destinate a noi. Di solito sono parole confuse, o mezze parole, il vento fa un gran casino a volte, ma a volte si sentono frasi intere.
Certo, bisogna avere cuore.
 
E le fate temono il cielo e il vento?
 
Si, o meglio no, non è che li temono, è che le fate hanno cuori troppo puri, sanno leggere chiunque al primo sguardo perché il loro cuore sa ascoltare davvero. Uscire di giorno per loro è molto faticoso. Sentono ogni frase che il vento porta, e sentono ogni parola sospesa in cielo.
 
Povere fate...
 
Poveri umani direi. Immagini Principe, tutte quelle frasi non dette, tutte quelle omissioni, quelle verità che non hanno mai ricacciato le bugie, quei sentimenti inespressi, quegli amori infelici.
Non dev'essere facile essere umani e fare i conti con i cuori degli altri, oltre che col proprio.
12/15/2006

La casa che non vivo... e la casa dei sarà...


La casa che non vivo... e la casa dei sarà...

La sera di S.Lucia, proprio quando pensavo che si fosse un po' dimenticata di me (e che avessi fatto davvero il cattivo) è arrivata la notizia dell'avvenuta vendita della casa.
Ora dobbiamo cercarne una nuova e cominciare seriamente a organizzare il futuro trasloco (abbiamo un po' di tempo).
Ieri stavo pensando un po' al fatto di lasciare questa casa enorme in cui ormai vivo solo e mi sono reso conto di due cose.
La prima, è che non ho particolari ricordi legati a questa casa, sebbene ci abbia passato i miei primi vent'anni credo di non averla mai vissuta realmente. Sarà che è un po' l'età in cui a tutto pensi fuorchè al legarti alla casa, sarà che non ho mai avuto una camera solo mia e che in generale ne io ne mia sorella avevamo il concetto della camera come una stanza "nostra" ma più come "luogo dove andare a dormire".
Ora come ora in questa casa vivo comunque da solo e al di là dell'ingestibilità pratica sono comunque a casa poco tempo e la sola stanza che vivo davvero ora è la camera.
La seconda cosa è che il dispiacere di andarmene da qua, che comunque indubbiamente c'è, è legato quasi esclusivamente ai miei nonni paterni, che questa casa l'hanno costruita con mattoni e sudore e mani e sacrifici. Mi spiace per loro, che comunque non sono più tra noi. Poi è ovvio che uno ci pensa e "sa" che le cose si evolvono la vita procede e le strade girano la dove prima non c'era una curva.
Ma alla fine dei conti sono felice di cambiare casa.
Sarà che non sento questo luogo, questa terra, queste campagne come "mie", sarà che sono perennemente alla ricerca di nuove cose, di nuove esperienze, di nuova gente, che mi piacciono un sacco le novità e che l'idea di una nuova casa da "arredare e riorganizzare" mi esalta un po'. Non lo so.
Chissà, forse il nuovo luogo in cui abiterò, che ancora non so quale sarà, sarà per qualche motivo una terra alla quale legarmi molto di più. Forse sarà solo l'ennesimo luogo di passaggio, l'ennesima base dalla quale muovermi per vivere senza viverla davvero.
Ad ogni modo sarà un grosso cambiamento, sarà la casa dei "sarà", è questa cosa mi piace un sacco.

12/12/2006

The FAST and the LUCIUS

o per meglio dirla in altra maniera cinematografica...
"UN TRANQUILLO WEEK END DI PAURA"
No, non sono morto (e questo è per rispondere a Nicky), però non so più se sono ancora giovane XD
Ad ogni modo è stato un week-end un po' particolare, ricco di colpi di scena e povero di tempo.
In questi giorni la vita ha subito un'accelerazione spazio-temporale che nemmeno il comandante James P. Kirk e la sua Enterprise riuscirebbero a fare e siccome io, prima di arrivare "la dove nessun uomo è mai giunto prima" nemmeno coi manuali della #Là#, ho un paio di cose da sistemare c'ho dovuto dare dentro.
Tra persone che non sentivo più che sono ripiombate nella mia vita (o forse era solo una comparsata, vedremo) e traslochi che diventano sempre più probabili (domani sera appuntamento per valutare un'offerta) tutto ha preso a girare in un turbinio pazzesco.
Mi consola sapere che non è stato un WE "importante" solo per me, con la Six che finalmente ha firmato e s'è accasata, la Vale che ha firmato pure lei anche se è una firma diversa e ora sarà ancora più fuori di prima causa mille caffè, la mia Erikuzza (si si ho letto :P) che è tornata tra noi, uno dei miei capi che si separa e mille altre chicche e perle di vita.
Ad ogni modo, ora sono (forse) un po' più libero, ho il google reader che mi chiede pietà, outlook che sta per lasciarmi per inadempienza dei doveri coniugali (O.o)...
In attesa di Harry potter (ValeBlondeInside dobbiamo aspettare l'anno prossimo -.-) domani vado a vedere "Il labirinto del fauno" che ormai ho letto tutto, pure troppo, e ora sono ipercurioso (Filo poi passo a dirti che ne penso).
Abbiate pazienza, abbiate soprattutto pietà... e abbiate una buona notte di Santa Lucia, per tutti quelli che la festeggeranno.
Stay Tuned, Lucio.
12/5/2006

Musicalità

Stamattina in ufficio dissertando di elevati temi culturali (ad esempio il nuovo calendario di Sophie Sondalo, nota giocatrice di golf i cui calendari sono puri virtuosismi di ritocchi in photoshop, anche se il supercapo settantenne ing.MeLoTiro era discorde... ma si capiva benissimo quale parte del suo corpo stesse parlando) siamo per associazioni di idee (non chiedetemi quali... se la Principessa Carasau mi chiama Mr. DiPaloInFrasca ci sarà un motivo) arrivati a parlare di musicalità dei linguaggi.
Giusto in questi giorni mi sono ritrovato in un paio di situazioni che mi hanno fatto notare, nonchè riflettere, sulla musicalità che la nostra bella lingua italiana ha.
Per la precisione sistemando casa in vista di un sempre più probabile ed imminente trasloco ho trovato un cd con su un brano, un monologo tratto dal film "Il grande kauna" ed interpretato da Danni DeVito (molti lo avranno già sentito clicca QUI -tastodx--> salva con nome-).
Ho messo su il cd che è andato in loop e alla terza volta ormai non lo stavo nemmeno ascoltando impegnato a fare altro, ma mi sono accorto della bellissima musicalità della lingua (abbassate un po' il volume, si percepisce meglio)
La seconda occasione è stata l'ascolto del nuovo cd di Elisa, Soundtrack, in cui ci sono pezzi inediti due dei quali in italiano e tra i pezzi della raccolta altre due o tre canzoni sempre in italiano.
Premesso che a me Elisa piace davvero tanto, trovo che quando canta in italiano divenga ancora più... non so, non saprei dire. Mi viene magica ma sa di banale e scontato e comunque non è il termine corretto.
Comunque, ascoltate le sue canzoni in italiano, e al di la del testo, e della musica, è proprio la lingua che ha una particolare musicalità o perlomeno io sono riuscito ad apprezzare anche quella, al di la della sua interpretazione.
E' strano come proprio ora, che sto studiando una lingua straniera, mi renda conto di queste cose. Forse mi capita per affinità, dato che lo spagnolo ha un "sonido" che in molte occasioni è simile all'italiano, anche se le cadenze sono spesso completamente diverse.


Del cd di cui parlavo sopra, segnalo soprattutto una canzone, una degli inediti
(e singolo alle radio scopro mentre scrivo, grazie a Paola):
"Gli ostacoli del cuore" scritta da Ligabue e cantata insieme al cantante di Correggio.
(La bandiera a destra della citazione è dedicata a Giulia :D)

C'è un principio d'ironia
Nel tenere coccolati
I pensieri più segreti
E trovarli già svelati
E a parlare ero io
Sono io che li ho prestati
12/4/2006

"Enlarge" your spam: ovvero divagazioni via mail sul complesso della dimensione del pene...

In ufficio abbiamo da poco cambiato server, e soprattutto web-farm che ci offre hosting (per chi non mastica di tecnicismo web abbiamo fisicamente copiato i file del nostro sito da un computer a quello di un altro che viene pagato per gestire una serie di cose e per rendere visibile il nostro sito)
In questo bellissimo trasloco abbiamo ovviamente trasferito anche le caselle di posta, cambiando il programma della gestione antispam che ora è tutto da risettare e che ha permesso, solo sabato e domenica, di far arrivare sulle nostre caselle una media si 350 mail di spam... a casella... moltiplicate per 8/10 caselle.
Questi sono ovviamente gli incerti, i rischi e anche un po' il bello del mestiere.
Sì perché a volte le mail di spam sono divertenti da leggere.
Al di la delle più nuove e moderne i cui titoli partono da "il dolore dolce della prima volta" e via dicendo, ci sono sempre i grandi classici come l'immancabile "ENLARGE YOUR PENIS"
Ora... sono anni che fantomatiche società mediche che vantano una certa conoscenza delle mie parti basse mi propongono di allargare il mio pene... ma tutto questo mi fa sorgere una domanda: perchè nessuno propone un E N L O N G E???
Cioè... che le donne al giorno d'oggi cerchino uomini le cui dimensioni sono 18/30 lun/lar??? (numeri a caso non riconducibili al padrone di questo blog. N.d.R.)
A forza di enlarge devo farmelo venire come la ruota di una macchina??????
 
 
(ci scusiamo con i lettori per il contenuto dell'intervento. Il redattore di questo blog è attualmente fuso. Ci scusiamo per il disagio)
12/2/2006

Brindisi...

apro un prosecco, poco prima di andare a letto.
l'ho trovato li nel frigo, non lo guardavo da una vita.
é il regalo di una persona che posso definire cara, di un uomo che nella sua sincerità e nella sua saggezza mi ha insegnato molto.
un bicchiere, uno soltanto.
bevo un sorso e in un istante mi vengono in mente tre cose
la prima: è uno sfizio, un capriccio che mi sono tolto perché l'ho visto è m'è venuta voglia, l'ho fatto, e ho fatto bene.
la seconda: con questo bicchiere brindo a tutti quelli che mi vogliono male, a chi mi odia, a chi mi ha ferito e lo continua a fare.
la terza: lo faccio perché questo vino era molto più buono quando lo assaggiai un anno fa... ora il suo gusto secco, deciso, ma vagamente di tappo mi ricorda che la vita è fatta di piaceri ma che i ricordi a volte ci ingannano e che le cose belle se lasciate aspettare a volte si deteriorano.
per questo, per questo suo essere un po' scaduto ma ancora decisamente buono, per il rispetto che ho nei confronti di chi me lo ha regalato e per il rispetto che ho per me stesso, per il suo colore ed il suo gusto tagliente, persistente, per quel suo retrogusto che ormai è andato perso, per questi motivi, e per ogni altro motivo mi verrà in mente poi, dedico questo piacere a me stesso, e quell'angolo di dispiacere a tutti loro.
esiste forse brindisi migliore e più importante?
 
alla vostra, ovunque voi siate.
e a me. ovunque andrò.
 
 
.
11/28/2006

Risvegli...


Stamattina al risveglio m'è tornato in mente quando, da ragazzo, mi svegliavo prestissimo per andare a scuola o a Milano in appartamento.
La sveglia suonava tipo alle 6 o forse anche prima e io, senza nemmeno far colazione (non la faccio manco ora) uscivo di casa ancora col cielo buio, in pieno inverno, con il freddo che ti entrava nelle ossa attraverso tutti gli strati che avevi, con la nebbia che ti bagnava un po' la faccia e avevi la sensazione che ti si potesse congelare addosso. Andavo a piedi fino in piazza, un tragitto breve di una decina di minuti, ma era comunque un tragitto scelto.
Potevo prendere la corriera molto più vicino a casa mia e camminare solo un paio di minuti ma ogni volta, che fossi con la cartella pesante del liceo o con il trolley pesante della settimana milanese, io sceglievo di andare fino in piazza, e avevo i miei buoni motivi.
Il primo è che a me il freddo piace, rigenera, riattiva, e due minuti di tragitto non sarebbero mai bastati ad attivarmi.
Il secondo erano le due fornerie davanti alle quali passavo e dove mi fermavo, entrando da dietro direttamente in laboratorio a farmi dare i panini dolci caldi (tre, che mangiavo in corriera) e la brioche da mangiare più tardi. Quel profumo incredibile, tutta quella farina, l'idea forse distorta che quello era uno dei vantaggi di vivere in un paesino.
Un motivo molto più banale era che in piazza avrei trovato un posto migliore che non alla fermata vicina a casa mia dove la corriera arrivava solo dopo aver fatto il giro del paese.
Inoltre, in quei 10 minuti in cui camminavo per strada vedevo il cielo cambiare colore, passare dal blu scuro residuo della notte ancora nel cielo all'arancino-violaceo dell'alba e del sole che stava per sorgere. In particolare c'era uno scorcio, tra la piazza e la piazzetta, che lasciava aperta una gran finestra sul cielo e se ti fermavi in mezzo e guardavi da ovest a est potevi seguire tutte le sfumature del giorno che arrivava oppure divertirti a farlo al contrario e fingere che fosse un tramonto e che ad arrivare la fosse la notte.
Infine, la cosa che più mi piaceva era vedere la città immersa in quella luce stranissima dove i lampioni e le lampade della notte sono ancora accese e ancora illuminano ma guardando in cielo e guardandoti in giro ti accorgi che non servirebbero più, e allora ti diverti a pensare che siano piccoli guerrieri che proteggono la fuga della notte in una lotta eterna ed eternamente persa contro ogni nuova alba. Ma nonostante le sconfitte eterne loro soli li sempre e lottano ogni mattina, perchè sanno che ogni sera saranno proprio loro, le luci della notte, a scortare e a riconquistare il cielo con il buio e la luna loro regina.
Tutto queste cose mi sono tornate in mente come un flash, stamattina quando ho aperto gli occhi e guardando la radiosveglia ho pensato: "oh cazzo, sono le 10.00, dormire troppo mi fa male!"
11/22/2006

Colors...

 
se becco quello che si è inventato questa pubblicità
 
Filming for the new Sony BRAVIA advert
 
oppure questa
 
still from the commercial
 
... giuro... mi inginocchio davanti a lui
 
(nella seconda... peccato per la colonna sonora così debole)
11/21/2006

Istantanea...


Parigi in particolare è la città delle istantanee,
delle immagini ferme in un inverno freddo,
quande alle quattro del pomeriggio il sole è basso
e nei viali i rami disegnano gli alberi in terra
e vicino ai negozi si forma un innaturale mosaico.
C'è una bambina là, davanti ad una theieria blu,
la mamma è dentro con le amiche e la controlla dalla finestra.
La bambina ha una giacca a vento blu, una sciarpa verde acido brillante,
i capelli biondi e il cappuccio in testa,
canta Frère Jaques e salta tra le figure irregolari in terra.
E io sono lì, a fissarla come rapito.
(si sono in fase viaggi e voli pindarici)
(questo è un viaggio di ieri sera)
(immagine di Galina Beilina)